mercoledì 4 febbraio 2009

dal cuore...


Sono infastidita di tutta questa pubblicità sul caso di Eluana Englaro, i giornalisti devono lasciare in pace lei e tutta la sua famiglia.
noi tutti possiamo avere dei pareri diversi, ma penso che la sua famiglia abbia riflettuto sulla decisione che hanno preso e molto onestamente si sono rivolti al tribunale per essere sicuri di fare ciò che è giusto per Eluana e ciò che la legge gli permette di fare.
Io sono credente e prego il Signore affinchè conforti la famiglia in questo momento desiderato per fare ciò che per loro Eluana voleva, ma nello stesso tempo una scelta sicuramente difficile e dolorosa.
Prego il Signore affinchè assista Eluana, la sua anima, in questo momento di passaggio e la accolga tra le sue braccia.
Vorrei chiedere a tutti, primi i giornalisti, di calare un silenzio rispettoso in questo momento, perchè non è la scelta difficile della famiglia che fa male ad Eluana, ma tutta la pubblicità che televisione e giornali stanno facendo.
Scusate lo sfogo, ma io sono convinta che la malattia, il dolore, la soppravivenza difficile in un letto di ospedale, non la può capire chi non la vive in prima persona.

Eluana in questo momento è sostenuta dalla sua famiglia e dal suo angelo custode e tutti noi, nel nostro modo di essere credenti, dobbiamo rivolgergli una preghiera sincera.

5 commenti:

  1. Carissima il tuo commento è vero ,la famiglia di Eluana in questo momento avrebbe bisogno di sostegno non di giudizi e critiche, i giornalisti cercano notizie per il loro lavoro ma a tutto c'è un limite.Concordo con te a pieno e mi unisco in una preghiera ai cari di Eluana che solo loro vivendo sulla loro pelle questa sofferenza hanno il diritto al silenzio.Un abbraccio Milena a.

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  2. ciao, non sto bene ma non posso passare senza lasciare due righe su questo argomento.
    Auguro al papà di Eluana che questi 17 anni di lotte in tribunale non siano state solo un appiglio per riuscire a vivere nonostante il dolore che la situazione della sua "bambina" gli ha procurato, gli auguro,quando "tutto" sarà spento (la vita di sua figlia) di non essere poi pentito per aver preso una decisione tanto devastante.
    E' vero chi non prova non può sapere ma, nella mente mi risuonano le parole della mamma di un mio amico morto a 26 anni.Il giorno del funerale quando ormai la bara era coperta di terra : "adesso non è proprio più con me, anche senza vita ma lo vorrei ancora a casa";
    Agghiacciante!? No, siamo mamme a volte anche egoiste ma, per amore!!!
    Un forte abbraccio Pat

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  3. ciao Pat, capisco e rispetto ogni pensiero, ma io vorrei solamente che tutto tacia, che ci sia rispetto per il dolore, la sofferenza.
    non sono mamma e non posso capire da quella posizione, ma so cosa vuol dire la malattia, il stare in ospedale, la sofferenza vista dagli altri e perciò chiedo rispetto e comprensione.
    un abbraccio e scusami se ho scritto qualcosa che non va bene!

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  4. ciao, non hai scritto nulla di sbagliato ma anche vivere ciechi o sordi significa vivere una vita diversa ma non per questo meno sacra.
    Lo scrittore Grossman una volta ha detto: "Abramo non ha esitato a dire no a Dio quando gli ha chiesto il sacrificio di suo figlio certo lui non è la madre!!!!!!". Mi chiedo, in tutto questo dove sia la mamma di Eluana.
    Scusa, ma credo che per la vita di un figlio, in ogni forma sia essa, qualunque mamma si batterebbe al costo della propria vita.
    Il sentimento profondo che non si può descrivere, lo devi solo provare, il legame, lo stravolgimento di amore per un figlio non possono portarti a volere la sua morte. Probabilmente per un marito o per una moglie non sarebbe la stessa cosa, un figlio ti nasce dentro, ti "assale" , ti "possiede" per il resto della tua vita è un amore a perscindere da tutto e da tutti.
    Credo che non si debba tacere, molti compagni si scuola di Eluana dicono che lei mai si sia pronunciata a proposito. La voce "muta"di Eluana qualcuno la deve gridare.
    Tutto ciò,ovviamente, nel rispetto delle idee degli altri, il confronto non può che arricchire.
    un abbraccio Pat

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  5. Le cose che tu dici le rispetto e possono essere giuste, ripeto io non sono mamma e forse non le sento così.
    Io le vedo dalla parte del malato e forse le interpreto in modo differente, ma apparte questo mi da fastidio l'uso che ne stanno facendo giornali e televisione.
    Chiedo solo che ci sia un rispetto!
    un abbraccio anche a te!!!

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